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Il futuro degli E-commerce di Moda
Il futuro degli E-commerce di Moda

Lo shopping fisico è in fase di stallo: il lockdown ha messo alle strette molti marchi che sono stati costretti a chiudere quasi tutti i loro punti vendita e a ridurre, se non interrompere, le produzioni di capi e accessori.

Mai come in questo momento i canali E-commerce si sono dimostrati tanto importanti.
Come unica vetrina, seppur digitale, gli E-commerce stanno permettendo ai marchi di avere un flusso di cassa stabile e rimanere così a galla dopo l’interruzione delle vendite al dettaglio fisiche.

Non basta però possedere quest’arma; è necessario massimizzarne il potenziale per favorire le vendite e fidelizzare i clienti con azioni di marketing mirate che rispecchino l’estetica del brand.
Come migliorare dunque il coinvolgimento degli acquirenti online?

Il prezzo è di sicuro la prima leva motivante. Sono molti infatti i marchi che stanno applicando “sales” sui capi in commercio, per invogliare la clientela ed evitare di ritrovarsi tra qualche mese con rimanenze delle vecchie stagioni.

C’è molta strategia anche per quanto riguarda la gamma di prodotti sponsorizzati, poiché le vendite al momento si concentrano soprattutto su prodotti poco impegnativi, casual e confy come t-shirt, felpe, tute e accessori. Un esempio ormai noto in tutto il web ce lo offre Chiara Ferragni che, qualche giorno fa, ha lanciato la sua capsule collection sportiva in collaborazione con Champion e che già risulta essere sold-out.
Molti marchi puntano invece sul fattore uniqueness, attraverso la vendita di articoli d’archivio, che secondo le aziende influenzano gli acquisti a prezzo pieno anche sui siti.

L’esperienza d’acquisto è un altro elemento fondamentale per il coinvolgimento degli acquirenti on-line. Con esperienza d’acquisto non si parla semplicemente di spedizione, packaging e assistenza clienti, ma di una vera e propria esperienza immersiva. In mancanza di uno spazio fisico in cui muoversi e poter toccare con mano un determinato prodotto, la maestria del brand sta proprio nel permettere al cliente di vivere e provare un determinato coinvolgimento emotivo all’interno di un mondo virtuale, composto da tante piccole sfaccettature che creano engagement attraverso strumenti quali i siti e i social media.

Il marketing assume così un nuovo senso di responsabilità, assicurandosi che il consumatore, poco motivato e privo di aspettative, riesca comunque a sentirsi arricchito venendo a contatto con un determinato marchio.
Il tutto attraverso il caro storytelling, arma immancabile nell’arsenale di una buona strategia di marketing. Il legame emotivo consumatore-brand è l’obiettivo da raggiungere. In questo modo ogni esperienza d’acquisto non sarà più fine a se stessa ma diventerà qualcosa di più grande, fondendosi con un canale informativo e relazionale e dando una risposta unificata alle esigenze del cliente. Ciò che nasce come atto di consumo prettamente razionale si trasforma in esperienza capace di coinvolgere in modo irrazionale la sfera emotiva.

Un’occasione per sfruttare al meglio l’esperienza digitale è la potenza delle immagini.
Un’immagine ben studiata è infatti la prima cosa che arriva all’occhio dell’utente.
Immagini ispirazionali, lifestyle, moodboard. Anche la semplicità di pattern può provocare un grande coinvolgimento emotivo che, oltre ad arricchire la già sopra citata esperienza del cliente, lo connette con la visione del brand e lo lega inevitabilmente ad esso.
L’idea è quasi quella di non spingere esplicitamente sulla vendita quanto più quella di comunicare onestamente con il cliente.

Sono molti i marchi che hanno coinvolto amici artisti e fotografi per la creazione di nuovi contenuti da postare o condividere con i propri followers, per non dimenticare il forte potere commerciale dei più tradizionali influencer, che comunque si dimostrano attivi e propensi a risollevare il mood generale da quarantena. 

Ritornando agli E-commerce, questo rallentamento generale è un’opportunità per concentrare l’attenzione sullo sviluppo del prodotto e sulla sua piattaforma. 

Con gli Showroom che verranno presto digitalizzati e il commercio elettronico come unica prospettiva futura, assisteremo sicuramente ad un’intensificazione dei servizi online.

Per la riapertura dei punti vendita ci sarà da attendere ancora molto dunque è necessario sfruttare quello che il mondo virtuale ci offre:
oltre ai sempre più usati chatbot, tecnologie innovative che si pongono come guide all’acquisto, soprattutto personalizzato, dei prodotti, risulteranno essere sempre più sfruttate le sessioni di styling virtuale, ovvero sessioni one-to-one su appuntamento con professionisti del settore pronti ad offrire ispirazione e consigli quando si tratta di moda.
Chi sa se in un futuro, con l’utilizzo della realtà aumentata, non si arriverà a vestire la propria modella direttamente su un sito o addirittura se stessi, giocando con i vari abbinamenti e creando il look perfetto, semplificando i processi di acquisto ed evitando la noia dei resi.

Le potenzialità ci sono e le strade di applicazione dei vari servizi virtuali sono ampie. Per questo motivo l’E-commerce dovrebbe diventare il canale privilegiato dove impiegare tutte le leve di marketing, portando alla luce un grande potenziale nascosto.

Rebecca Vitale

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