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Intervista a XNOVO: tra sostenibilità e fashion art
Intervista a XNOVO: tra sostenibilità e fashion art

Il 21esimo secolo è stato prevalentemente caratterizzato da un consumismo eccessivo e distruttivo. Ciò ha portato l’essere umano a ritrovarsi vis a vis con i danni causati dalla sua negligenza nei confronti dell’ambiente, fino ad arrivare ad un punto di rottura.

In particolar modo nel settore moda si discute oggi di come poter rallentare la sovrapproduzione in modo drastico e dare importanza non più alla quantità, ma alla qualità dell’offerta messa in campo dai vari player. 

 Un gruppo di giovani ragazzi romani, 10 mesi fa, ha deciso di intraprendere un percorso ambizioso e rivoluzionario con l’obbiettivo mettere in risalto due valori fondamentali e purtroppo sottovalutati dall’industria del fashion: sostenibilità e rispetto per il Pianeta.

 Nasce così XNOVO, un progetto che unisce i principi dell’economia circolare alla fashion art, realizzato da Francesco Malitesta, Lorenzo Pizzo, Lorenzo Cannizzo ed Edoardo Croce. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere più a fondo questa realtà grazie ad un’intervista a Francesco Malitesta (Laureando presso Roma 3 in Economia e Management: ‘innovation and sustainability’).

Da dov’è nata l’idea di avviare un brand eco-sostenibile?

L’idea è nata nel luglio del 2019 da un mio progetto universitario, in cui mi era stato richiesto di affrontare una tematica inerente ai giorni nostri: innovazione e sostenibilità. Ho scelto di approfondire il settore moda essendo uno dei più inquinanti al mondo ma al contempo il meno discusso. Con l’occasione ho deciso di coinvolgere alcuni miei coetanei. Insieme abbiamo iniziato a ragionare su una serie di soluzioni per proporre un modello di moda alternativo e maggiormente sostenibile. Nel 2018 uscì uno studio che dimostrava come circa l’80% dei vestiti acquistati dagli Italiani rimaneva inutilizzato negli armadi. È stato questo dato che ci ha fatto accendere la lampadina sulla possibilità di applicare modelli sia di recycling ma anche di upcycling, ovvero di valorizzazione di capi già usati.  

In cosa consiste l’attività di XNOVO?

Inizialmente l’attività consisteva solo in uno scambio di vestititi, e noi svolgevamo la funzione di intermediari. Ciò avveniva durante i nostri eventi in cui le persone ci portavano i loro capi inutilizzati, possibilmente in buone condizioni, e noi li valutavamo sulla base di alcuni criteri di qualità, dando in cambio un corrispettivo in “bottoni” (moneta fittizia). Grazie a questa moneta i clienti avevano la possibilità di accedere al nostro armadio di abiti di seconda mano, valutati anch’essi in “bottoni”, e acquistarli. Successivamente l’attività si è evoluta applicando il modello di upcycling, andando ad individuare e selezionare i vestiti maggiormente lavorabili per poi personalizzarli grazie ad una collaborazione con illustratori, street artist e creativi. In questo caso i prodotti nati dal riuso artistico di questi capi vengono venduti in euro. 

Com’è nata l’idea di coinvolgere alcuni dei principali protagonisti della scena artistica italiana?

Noi viviamo nel contesto di Ostiense e Garbatella, due zone di Roma molto floride dal punto di vista artistico. Il connubio con l’arte è stato dunque qualcosa di inevitabile. Durante il nostro primo evento di presentazione nel settembre del 2019, avevamo inserito nel programma un’esposizione di street art, coinvolgendo alcune delle nostre conoscenze. Nell’evento successivo, grazie anche alla collaborazione con “Er Pinto”, il quale ci ha fatto riflettere sull’opportunità di poter lavorare i capi e quindi fornirgli un valore aggiunto, abbiamo cominciato ad illustrare il progetto agli artisti per vedere quale sarebbe stata la loro reazione. La maggior parte si sono mostrati interessati all’attività e dunque abbiamo deciso di intraprendere questa strada dando vita alla linea d’abbigliamento Artwear. Inizialmente abbiamo dato grande libertà agli artisti di scegliere sia tecniche e lavorazione, sia illustrazioni; ad oggi, dopo una serie di riscontri, abbiamo deciso di percorrere una determinata strada artistica indirizzando noi il lavoro dei nostri collaboratori. 

Per il momento avete svolto la vostra attività solo attraverso gli eventi. Avete mai pensato di aprire un sito E-commerce per vendere i vostri capi, soprattutto in un momento in cui l’organizzazione di eventi fisici non è più possibile?

Con la situazione critica che stiamo affrontando in questo momento abbiamo di certo dovuto reinventare il nostro modus operandi. Avevamo immaginato di basare il primo anno su una serie di attività dal vivo, come appunto gli eventi, per cominciare a coinvolgere le persone, raccogliere vestiti e ricevere dei feedback su quello che stavamo facendo. Ad oggi spostarsi verso una realtà digitale è sicuramente un passo che deve essere fatto per risultare ancora competitivi. Abbiamo perciò programmato lo sviluppo di una piattaforma online che verrà attivata nei prossimi mesi. Sulla piattaforma caricheremo, come primo step, solo le collezioni Artwear già realizzate e acquistabili. Il nostro obbiettivo per il futuro è quello di riuscire ad organizzarci per gestire gli scambi di indumenti anche tramite la piattaforma. In questa fase, per una questione sia di gestione che di mole di lavoro, preferiamo iniziare con il classico E-commerce, strutturarci bene, vedere che impatto ha e poi eventualmente, sperando anche di riprendere gli eventi fisici, ricominciare con l’attività di scambio.

Ho notato che il vostro account instagram (@xnovo_) non si pone solamente come vetrina del brand, ma ha dei contenuti che si avvicinano molto a quelli di un blog. Come mai questa scelta?

Uno dei primi presupposti da cui siamo partiti è stato quello di coinvolgere le persone e riuscire a sensibilizzarle sul tema della sostenibilità. Secondo la nostra opinione è fondamentale, prima di passare a modelli più sostenibili, che la popolazione abbia consapevolezza del perché si propongano questi modelli. Ovviamente attraverso gli eventi era più semplice, anche al livello umano, comunicare e trasmettere i nostri valori ad una vasta quantità di persone. Ma ricollegandomi al discorso di prima sul digitale, abbiamo sentito la necessità di fare uno switch da un semplice account Instagram ad un blog che potesse informare le persone sul panorama della moda legata alla sostenibilità. In questa fase ci stiamo dedicando molto alla creazione di contenuti di approfondimento che trattino principalmente queste tematiche.

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