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L’intreccio della vita
L’intreccio della vita

L’intreccio della vita 

Una rete sconosciuta si dipana nel sottosuolo; fa vivere le piante ed erode l’idea di individuo  

La relazione fondamentale della vita sulla terra è cooperativa e non competitiva. Questo è l’orizzonte di “Entangled life” scritto da Merlin Sheldrake e pubblicato in Italia da Marsilio con il titolo “L’ordine nascosto – La vita segreta dei funghi”. 

Immagine della copertina del libro “L’ordine nascosto. La vita segreta dei funghi” edito da La Feltrinelli

Non esistono piante, ma micorrize, cioè organismi le cui radici – vegetali – si connettono con la trama reticolare dei funghi nel sottosuolo – il micelioÈ l’incredibile Wood Wide Web, un’interconnessione di infiniti chilometri che mette in contatto le piante tra loro e con il terreno sottostante; una rete biologica nella quale scorrono nutrienti rari e segnali elettrici che possono fungere da informazione per le piante circonvicine o da segnali d’allarme. 

Alla base di tutto ci sono i funghi come porcini, finferli o tartufi ma non la parte che si mangia. Quella è il frutto del fungo. Il fungo vero e proprio è la rete, un organismo che si organizza anche per grandissime estensioni e che può vivere per migliaia di anni.  

La chiave del successo dei funghi è la capacità di digerire: di rompere i composti nelle loro molecole fondamentali. Prima che i funghi ‘imparassero’ a digerire il legno, le foreste erano invase da tronchi di alberi caduti. La concentrazione della Co2 imprigionata nei tronchi portò un raffreddamento globale mentre le enormi quantità di carbonio ammassate sono ora petrolio e carbone.  

Grazie a questa capacità, i funghi possono purificare gli ambienti inquinati e, soprattutto, portare nutrimenti alla pianta che la pianta stessa sarebbe impossibilitata a ricavare da sola. Lo scambio è vantaggioso per entrambi ed ecco perché una delle relazioni fondamentali della vita sulla terra è basata sulla cooperazione. Senza il complesso piante/funghi la vita sulla Terra sarebbe completamente diversa.  E la cooperazione può diventare addirittura qualcos’altro: un nuovo organismo. È il caso dei licheni: l’incontro fondamentale tra un fungo e un’alga (e batteri e etc) diventa qualcosa che non sarebbe stato possibile prima, offrendo ad ognuno dei ‘contraenti’ un vantaggio al quale non sarebbe potuto arrivare da solo e la possibilità di prosperare in ambienti non avrebbe potuto esistere come singolo. 

Alla fine di tutto, perciò, è il concetto stesso di individuo nel mondo organico che perde i suoi netti confini. Le piante sono davvero individue o sono relazioni? E noi stessi uomini e donne, con il nostro seguito di trilioni di microrganismi interni, siamo singoli o siamo relazione 

Ecco l’orizzonte di “Entangled life”: uno sguardo nuovo sul mondo. 

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