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Sei un brand alla ricerca di visibilità? Fatti sentire
Sei un brand alla ricerca di visibilità? Fatti sentire

La parola scritta, poi l’immagine, adesso l’acustica: il marketing continua ad esplorare i sensi del consumatore. Ora la sfida della comunicazione della brand identity è abbattere il muro del suono.

A ricordarlo a tutti è stata proprio Netflix, il vero vincitore di Sanremo con uno strepitoso spot e uno slogan memorabile “Quando una grande storia sta per iniziare, lo senti”. 

Attirare l’attenzione delle persone è sempre più complesso, gli stimoli visivi non bastano più. I consumatori sono sempre più distratti da device invasivi (smart tv, smartphone, smartwatch..) e non prestano più attenzione a cosa vedono. E allora meglio inseguirli altrove. Se gli utenti non ci vedono, almeno facciamoci sentire. 

Studi cognitivi rivelano che suoni e musica hanno un peso rilevante nella scelta dei consumatori. Bastano, infatti, solo 0.146 secondi per recepire correttamente uno stimolo sonoro. Un valore che per le immagini aumenta, raggiungendo i 0.25 secondi.  

Non solo.  
Gli stimoli sonori non sono solo più veloci, ma anche più intesi essendo legati al sistema sensoriale più primordiale, quello che in ogni individuo si sviluppa prima della vista, quasi in contemporanea al concepimento.  

I suoni sono i primi stimoli che percepiamo dunque. I suoni bypassano il pensiero razionale e si riallacciano alle memorie ataviche.   

I primi a capirlo?  

Sentite qui:

 

C’è un’altra ragione fondamentale per capire l’importanza del sound marketing.   

Dopo l’egemonia dei contenuti video ben presto sarà un’altra tipologia di contenuti ad avere la meglio: il contenuto audio. Già oggi uno dei trend più rilevanti è certamente l’audio marketing.  Podcast, app Radio, social audio si stanno facendo sempre più spazio nella dieta mediatica quotidiana.  

La nuova frontiera dell’audio marketing sono i branded podcast, termine con il quale si indicano quei file audio che i brand creano e distribuiscono per dare voce al loro marchio. 

I formati sono i più svariati: playlist musicali, conversazioni, talk in base alle esigenze aziendali.  

Tra i casi più famosi c’è sicuramente la «Playlist timer» di Barilla. 8 raccolte musicali, ognuna delle quali corrisponde a un diverso tipo di pasta e ha una durata che spazia tra i 9 e gli 11 minuti (in base ai minuti di cottura necessari). 

Questo nuovo modo di fare marketing si rivolge principalmente ai giovani, abituati a fruire dello streaming musicale, ma si apre anche alle altre generazioni, offrendo un’esperienza di marketing alternativa ai soliti spot tv, cartacei, etc. 

Ma è soprattutto la Voice Technology, ossia il sistema che permette l’interazione tra uomo e macchina attraverso la voce che consacrerà quest’ultima come protagonista principale di una grande trasformazione digitale. Con le ricerche vocali che stanno esplodendo e gli acquisti attraverso gli smart speaker (Alexa, Google Home per citarne tra i più famosi) in rapida crescita, sarà dunque inevitabile avere un proprio sound branding per creare una shopping experience.

Solo un suono di marca, infatti, sarà in grado di mantenere la coerenza nei vari punti di contatto: punto vendita, store digitali, video online e voice shopping.  

Preparatevi dunque, il suono diventerà elemento essenziale nella costruzione della brand identity delle aziende, un elemento sempre più indispensabile per coloro che mirano a un coinvolgimento totale del consumatore. 

Non ci credete?  Riuscite a capire a quale brand appartengono questi 3 suoni?  

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