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Tornerà La Bellezza
Tornerà La Bellezza

Il tempo è sospeso. È quello di attese, di notizie, di ritorni e, soprattutto di code al supermercato.

Il silenzio religioso che ti avvolge, quasi fosse diventato un rito fare la spesa, fa girare la testa in un vortice di pensieri che si rincorrono. Non sembra possibile che affiorino con questa prepotenza.

Ogni coda, ogni spesa una riflessione, a volte ironica, a volte profonda, a volte impossibile una senza l’altra.

E ti ritrovi a sorridere sotto la mascherina. Di te, della situazione, dell’uomo che si abitua ad ogni cosa.

Fuori solo gli occhi, curiosi indagano. La Bellezza.

Quell’argomento per niente marginale nel pensiero filosofico di ogni tempo, così imprescindibile per Platone che la pensa come elemento fondamentale di ogni ambito del sapere, così urgente nel pensiero cristiano in cui Bene e Bello sono la stessa cosa. Nell’oggi, ma quello di ieri, la tendenza a trascurare il valore conoscitivo della Bellezza, che ha relegato il suo significato nell’effimero. 

Tutto si trasforma in spettacolo, l’uomo stesso ne è l’attore principale. E allora il viso diventa un palcoscenico, il corpo una cattedrale. Non si può più vedere l’invisibile, tutto è fuori.

E allora liberiamo le fila, esercito di soldatini zoppi. L’oggi, ma quello di oggi, quasi ci obbliga a rivedere le nostre urgenze, i nostri desideri, i nostri bisogni.

Forse guarderemo non solo con gli occhi ma negli occhi, che ritorneranno banalmente ad essere lo specchio dell’anima. 

La Bellezza assumerà un altro significato, non si vestirà più di corpo ma sarà nome. E quegli occhi dovranno imparare per forza a sorridere, provateci la prossima volta al banco dei salumi.

Raffaella Fonda

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