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Nuovo logo FC Inter: il racconto di una storia già scritta e un’altra ancora da realizzare
Nuovo logo FC Inter: il racconto di una storia già scritta e un’altra ancora da realizzare

Nuovo logo FC Inter: il racconto di una storia già scritta e un’altra ancora da realizzare

La nuova visual identity del Club nerazzurro non è passata inosservata, scatenando molti rumors sul web. Oltre alle preoccupazioni e alle critiche dei più accaniti dei fan del Biscione, cosa si cela dietro l’operazione di rebranding della Società controllata dalla holding cinese Suning Group?

Lo storico brand del Football Club Internazionale Milano, meglio conosciuto come Inter, cambia volto con una operazione di rebranding che ha suscitato non pochi clamori tra i supporter più attivi sul web. La nuova identità visiva, presentata lo scorso 30 marzo, ha lanciato il nuovo logo che verrà utilizzato a partire dalla stagione sportiva 2021/22, definito come “innovativo, minimale, elegante e rivolto alle nuove generazioni” in un comunicato ufficiale del Club. E come racconta il nuovo sito dedicato e multilingua, l’attuale visual identity vive di contaminazioni di “moda, design, entertainment e musica”, al ritmo di una passione che “ci accompagna nella vita di tutti i giorni”.


Eppure, il nuovo logo sembra non aver fatto ancora breccia tra i fan de “La Beneamata”, che non hanno perso tempo a definirlo come “troppo minimale”, “un colpo al cuore”, “such a shame”, “like an insurance company”, tra oltre 15mila reazioni e più di 400 commenti.

 

E non sembra aver attutito gli animi neanche l’esclusiva IM Collection, la linea di prodotti in edizione limitata ispirata alla nuova identità visiva e disponibile sullo store ufficiale dell’Inter.

 

Ma partiamo dal logo, la cui realizzazione è stata affidata al team Bureau Borsche, uno dei più importanti graphic design studios a livello internazionale. Il focus è nelle lettere “I” e “M”, i suoi principali elementi: al centro la “I” di Internazionale abbracciata dalla “M” di Milano compongono una forma circolare che ricalca lo stemma ideato da Muggiani nel 1908. Accanto al nero, il nuovo logo presenta un blu “più brillante e moderno”. Il restyling, così, modernizza e semplifica le forme precedenti.  

 

Loghi Inter, tratto dal sito: https://im.inter.it/it/

 

Il rebranding muove non solo da un rinnovato logo, ma passa attraverso una lunga lista di claim che lo accompagnano – I am Milano, I am Story, I am Fearless, I am Champion, I am Family, I am Inter – lungo un continuum narrativo. “I M” è il manifesto che esalta e rappresenta questo nuovo percorso. “Innovazione”, “passione”, e “inclusività” sono i valori che lo guidano. Scopriamo, allora, quali sono alcuni dei suoi punti fondamentali.

 

I M FC INTERNAZIONALE MILANO” è il simbolo della fusione di Internazionale e Milano, che sottolinea la “capacità di ispirare anche al di fuori del terreno di gioco”. Un claim che testimonia, da una parte, l’apertura verso il mondo – una Società di fama mondiale, con ben 9 trofei internazionali nel suo palmarès e sostenuta da una passione che attraversa tutti i continenti[1] – e, dall’altra, il suo forte radicamento nella città che l’ha vista nascere.

I M TIMELESS” è il “touchpoint”, per un logo che vuole essere un punto di contatto tra passato e presente, tra vecchie e nuove generazioni.

I M TOMORROW” è la sfida verso il futuro, pronta a raccogliere e a conquistare la passione delle generazioni future. 

I M NOT FOR EVERYONE” è “l’attitudine”, ovvero è il carattere con il quale il Club si presenta, mosso da un’audacia che continua ad “abbracciare tutto ciò che è nuovo, che è diverso o che sembra impossibile”.

I M BREAKING BARRIERS” sottolinea che “le quattro linee di un campo non sono più sufficienti”, che “le regole del gioco sono cambiate” e il restyling dell’Inter è “già oltre”.

 

Così come è stato tema discussione per gli amanti del calcio nelle ultime settimane, lo è stato anche tra gli addetti alla comunicazione, specialmente quella visiva. Noi di beryllium non abbiamo fatto eccezione. A seguire il commento di Marco Oliveri, il nostro creative director.

 

Tradizioni identità e posizionamento, parliamo del tanto discusso nuovo brand dell’Internazionale di Milano o meglio conosciuta con Inter.

È stato l’argomento principale e più trattato delle scorse settimane, quando si cambia volto è normale ritrovarsi commenti ovunque, d’altronde in Italia siamo tutti allenatori di calcio ma siamo anche tutti graphic designer, creativi come “ammiocugino”.

Ho voluto parlare anche io del logo dell’Inter perché non vorrei rimanere fuori da questo tanto atteso dibattito ma soprattutto perché a Roma e in casa nostra ci sono tanti interisti.

Ho scelto una strada che non è quella del tratto grafico o stilistico che per me è fatto bene, funziona e mantiene sempre la sua leggibilità e poi Mirko Borsche signori è uno che il design lo conosce e anche bene, io mi sono voluto concentrare sull’identità di questo brand e del suo posizionamento.

I nuovi mercati, e i trend contemporanei sono alla base di ogni progetto. Circa 22 anni fa iniziavo a studiare questa fantastica materia che è il graphic design e quando dovevamo pensare alla creazione di un Brand(logo) ci veniva detto: “Scegliete voi lo stile, ma ricordatevi che un brand fatto bene deve durare in eterno e deve essere percepito da tutti e in ogni parte del mondo”.

È vero il mondo del calcio è cambiato, tanto. Per me anche troppo. Molte squadre (avrei tanto voluto leggere il brief girato a Mirko) seguono la velocità del campo anche nel cambiamento della loro identità seguendo i trend e il fatturato, tralasciando la storia l’identità che li ha accompagnati fino al quel momento.

Il logo dell’Inter segue un percorso a mio avviso sbagliato, un percorso di un mondo dove tutto viene misurato in un post o peggio ancora con una stories. Il brand realizzato da Borsche non è fatto male ma è strategicamente errato perché non trasmette l’identità della storia di una società tra le più importanti al mondo e lo posiziona “temporaneamente” in un mercato per essere utilizzato, sfruttato e magari tra 10 buttato, bene per il fatturato delle società ma non per le tradizioni e l’identità di un brand che ad oggi rispecchia la storia solo nei suoi colori (e non sempre).

 

Riflessioni a parte, non vi è alcun dubbio che il nuovo logo accompagnerà altre pagine di una storia – già ultracentenaria – ancora tutta da scrivere.

 

[1] L’Inter è la nona squadra più tifata al mondo con ben 55 milioni di tifosi (Fonte: Sisal).

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