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Milano Fashion Week diventa phygital, la prospettiva inedita della moda
Milano Fashion Week diventa phygital, la prospettiva inedita della moda

La Camera Nazionale della Moda Italiana ha reinventato il format della storica Fashion Week per mantenere accesi i riflettori sulla moda e soprattutto sul Made in Italy. A dimostrazione del fatto che la pandemia non ha fermato la creatività e ha, anzi, spinto a mescolare nuovamente le carte in tavola, con un risultato vincente 

Nella vita bisogna essere camaleontici, riuscire ad adattarsi ai cambiamenti e saperli sfruttare al massimo delle proprie potenzialità. Siamo nel 2021 e la situazione non sembra essere molto diversa rispetto all’anno appena trascorso. E allora che si fa? Ancora stop per eventi, fiere, mostre, spettacolo? No… Piuttosto, al via le novità! È questa la linea di pensiero che ha spinto la Camera Nazionale della Moda Italiana per la Milano Fashion Week F/W 2021-22. La settimana della moda dedicata alle collezioni maschili si è appena conclusa, ed è stata ideata in modo da essere immersiva, eclettica, coinvolgente, e soprattutto rispettosa delle norme anti-Covid.  

È vero, appena sentiamo parlare di Fashion Week e sui social comincia ad impazzare l’hashtag #MFW sappiamo che vedremo ovunque scatti incredibili di influencer e uomini e donne dello spettacolo che, in abiti impeccabili e trucco da urlo, posano per le vie di Milano diretti ai vari eventi organizzati dalle diverse case di moda. E noi siamo lì, dietro lo schermo del nostro smartphone, ad ammirare la fantastica borsa di Dior indossata da Chiara Ferragni, i tacchi vertiginosi firmati Jimmy Choo ai piedi di Gilda Ambrosio, e gli occhiali da sole più estrosi di sempre di Philipp Plein portati da Mariano Di Vaio. E un po’ ci chiediamo come dev’essere poter partecipare a quelle sfilate, poter assistere agli show dei grandi stilisti, sentire quelle musiche, vedere quei colori. Ma quest’anno è stato diverso: la Milano Fashion Week è stata progettata in formato phygital, ovvero un mix tra eventi fisici e digitali, diventando per la prima volta accessibile a tutti.  

 
 
 
 
 
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Il sito ufficiale della Camera Nazionale della Moda, infatti, ha ospitato l’evento in un susseguirsi di appuntamenti virtuali nei quali i 37 brand partecipanti di volta in volta arricchivano la piattaforma con i loro contenuti inediti. Ciò che veniva trasmesso, infatti, non erano semplici sfilate in video, ma veri e propri spettacoli di pochi minuti con musiche avvolgenti, inquadrature particolari, fotografie incredibili. I modelli sfilavano, ballavano, sorridevano immersi in contesti diversi, da quelli naturali alle realtà urbane, dagli spazi artistici e palazzi storici ad ambienti tutti tecnologici. È stato quindi ideato un format nuovo, non una semplice riproduzione in video delle sfilate, ma show affascinanti nei quali venivano mostrate le collezioni da un nuovo punto di vista.  

Perché in fondo, a nuovi strumenti corrispondono nuovi modi di esprimersi e la moda, per la quale apparenza, illusione, suggestione sono le uniche cose reali, è un buon laboratorio. Va riconosciuto alla Camera Nazionale della Moda Italiana il merito di aver compreso che, passando dal fisico al digitale, è importante modificare le modalità di comunicazione, scegliendo nuove strade per arrivare al proprio interlocutore e arricchendo di nuovi contenuti, se necessario.  

Partner ufficiale dell’evento, infatti, è stato il Fashion Film Festival Milano, ideato da Costanza Cavalli Etro, la giovane imprenditrice che ha scelto di unire l’amore per la moda con quello per il cinema. Durante la Fashion Week, la piattaforma della camera della moda presentava anche 220 fashion film provenienti da 58 paesi selezionati tra gli oltre 1000 arrivati.  

Un tripudio di cultura e creatività, dunque, che oltre a suscitare meraviglia, ha permesso di creare un vero e proprio ponte culturale tra comunità diverse, favorendo l’inclusione. 

Caratteristica principale di questa FW è stata, infatti, l’innovatività e l’apertura al grande pubblico che, stavolta, munito del proprio smartphone, non guardava più le influencer andare alle sfilate, ma ci si ritrovava dentro con un solo clic. 

 

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