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Storia di un creativo e della sua mente durante il distanziamento sociale. L’idea
Storia di un creativo e della sua mente durante il distanziamento sociale. L’idea

È Venerdì si chiude una settimana come tante, ore e ore sulla scrivania, ore di brainstorming, di condivisione di riunioni e di opinioni scambiate per trovare quell’idea creativa che tanto aspetti, chiedi al copy, al designer coinvolgi tutto l’ufficio ma ancora niente.

Ore di chiacchiere, di idee scritte ovunque, ore di pensieri interrotti da una telefonata da una porta che sia apre, sbalzi d’umore che mi trasportano in universi infiniti immaginati nel muro di fronte la mia scrivania, per poi di colpo essere nuovamente catapultato sulla mia sedia tra le note di una canzone che è fuori dalla mia playlist di Spotify.  Wow è stato bello vivere per qualche minuto lontano da tutto questo.

Mi dico vedrai nel weekend qualcosa accadrà, sì, sì vedrai ci sarà una parola che gettata nella mia mente a caso innescherà una serie di reazioni a catena, suoni e immagini mi appariranno nitide per trovare finalmente quello che tanto aspettavo. L’idea.

Troppo caos, tutto troppo normale, la quotidianità del weekend non ha portato a nulla, la mia mente cammina da sola abituata a tutto questo caos, è come provare ad ascoltare il rumore del mare in spiaggia ad agosto, c’è sempre qualcosa o qualcuno che ti porta lontano.

Poi arriva il Lockdown penso di perdere ogni speranza per arrivare al mio obiettivo, già so che non proverò più quella sensazione dell’adrenalina che mi scorre sotto pelle, la corsa nel corridoio con l’idea tra le mani, pronta ad urlarla al mondo intero. Ho dovuto lasciare le mie abitudini nel mio andare e tornare quotidiano nel cercare lo spunto giusto tra la frenesia quotidiana.

Ora mi trovo nelle mia stanza, non nel mio ufficio, non la mia scrivania, non il mio muro, il copy non c’è, non ci sono i caffè creativi, sono solo io con il caos della mia mente, anche lei confusa, spaesata da tutto questo, ma poi mi rendo conto che questo è il caos che cercavo da tempo, io e lei a condividere un silenzio strano, nuovo, difficile. Siamo come due persone che si piacciono, che hanno il desiderio di avvicinarsi, di toccarsi, di condividere qualcosa; due persone che vorrebbero incontrarsi dopo tanto tempo, connettersi e sentirsi vicini, perché per troppo tempo sono stati due distanziati sociali.

È come per i primi incontri quando cerchi l’abito migliore, il posto migliore perché vuoi dare tutto te stesso. Ci ritroviamo in questo caos calmo dove abbiamo deciso di prenderci del tempo per noi per ritrovare quella sintonia, ci godiamo i tempi morti perché bramiamo tutti e due dalla voglia di sentire quell’adrenalina che ci scorre per tutto il corpo, che ci fa credere che vale la pena lottare per trovare quell’idea che tutti aspettano. Ora sì, ho trovato quello che volevo, la mia mente, ora siamo in sintonia come due trapezisti che si devono incontrare in quell’esatto momento e che sanno fidarsi l’uno dell’altro per poi godersi insieme l’applauso del pubblico.

Nelle difficoltà dobbiamo modificare i nostri schemi mentali. Cercando nelle nostre esperienze possiamo cambiare il nostro modo di pensare, possiamo cambiare i nostri atteggiamenti e conoscerci interiormente per raggiungere quello che per noi creativi è la vita, ovvero l’idea.

Marco Oliveri

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