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Come un Buono garantito dallo Stato per diventare influencer mi fa diventare Cattivo
Come un Buono garantito dallo Stato per diventare influencer mi fa diventare Cattivo

Sono diventato papà da pochi giorni. Alcuni di voi già lo sanno. Ma il tema di questo mio post non è di per sé la nascita di mio figlio, quanto un’immagine e un pay pubblicitari nel quale mi sono imbattuto da neo-papà.

Sarà che con la paternità si diventa più responsabili all’istante, ad ogni modo mi sono messo alla ricerca delle possibilità di accantonare dei risparmi per mio figlio e per il suo futuro, memore di una parola che mi riporta indietro nei tempi, alla mia infanzia, ai mio nonni, a quei “Buoni” con la b maiuscola che parevano l’Eldorado, soprattutto una volta compiuti i 18 anni di età.

Ecco, allora, che anch’io, questa volta dall’altra parte della cinepresa, mi imbatto nel sito di Posteitaliane, nella pagina web dei Libretti e dei Buoni e, soprattutto, in questa immagine e in questo pay: “Forse non lo sai, ma per diventare grandi influencer serve un buon investimento fin da piccoli”.

Partiamo dal “forse non lo sai”. Utilizzarlo a inizio frase in questo modo vuol dire soltanto una cosa: ti sto per dire qualcosa che ti cambierà la vita in meglio. Ma è davvero così? No. 

Ciò a cui ci troviamo di fronte è una comunicazione molto pericolosa, soprattutto perché lancia dei messaggi all’apparenza innocui, sotto una veste all’apparenza “simpatica”: potremmo quasi dire “o che carina!”.

Mettiamo da parte questo “forse non lo sai” e concentriamoci sui rischi di una comunicazione pubblicitaria di questo tipo:

  1. Pericolo numero uno. L’equazione bambina Lolita = influencer. Cosa penserebbe Rodari di questa immagine che si dà dell’infanzia?
  2. Pericolo numero due. L’equazione vita di successo, sia professionale che sociale = influencer. Fare l’influencer: è davvero questo ciò che, in una scala di valori e di speranze per i propri figli, un genitore mette al primo posto?
  3. Pericolo numero tre. L’equazione successo = investimento economico. E, aggiungo: il suggerimento di investire per diventare influencer. Il che significa investire in social advertising e management, ovvero in qualcosa che, senza entrare nei risvolti etici legati allo sfruttamento dell’infanzia, è al pari dello scommettere in borsa.

Potrei continuare, ma mi fermo qui. Non vorrei rischiare di diventare un influencer con questo post.

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