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L’incanto dei lotti digitali
L’incanto dei lotti digitali

Le case d’aste hanno anticipato i tempi, presidiando già da tempo il mercato online e adottando strategie che aggirano i problemi del social distancing.

Le sale d’aste si sono svuotate e non è detto che tornino a riempirsi. Verrebbe allora da pensare che il mercato dell’arte in generale e i fatturati delle case d’aste in particolare stiano subendo una contrazione micidiale, dalla quale non potranno più riprendersi. E invece no, perché questo mercato ha dimostrato più volte di essere anticiclico. Alla casa d’aste Wannenes, per fare un esempio, con sede a Milano, Genova, Roma e Montecarlo, nel primo trimestre del 2020 le vendite sono aumentate del 66% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato fondamentale, però, è il +172% sulle aggiudicazioni online, che si deve al sito e alla piattaforma Wanennes+. Una soluzione tecnologia al problema Covid che ha visto digitalizzare l’offerta di tutti i dipartimenti, che consente tour virtuali delle varie esposizioni e prevede una galleria online dove i collezionisti possono entrare, visionare le opere (anche in 3D) e accedere a condition report ancora più precisi e dettagliati. Una soluzione gradita, appunto, agli oltre 800 buyer collegati dai 5 continenti nelle ultime vendite di marzo.

La stagione live di Christie’s Italia dovrebbe ricominciare a luglio. Nel frattempo anche questa casa d’aste ha investito nelle vendite online, tra cui Pavilion Online: Chinese Art. Si tratta di un processo che era già in atto dal 2011 e che lo scorso anno ha portato complessivamente a 270 milioni di dollari tra vendite online-only, offerte scritte e offerte regolari fatte online per le aste live. Sempre nel 2019 il 64% dei clienti globali ha acquistato online.

Anche Sotheby’s Italia disponeva già da tempo di una piattaforma per le vendite online e la sua rete operativa internazionale di specialist ha continuato ad operare, mantenendo i contatti  con collezionisti e dealer. Inoltre le private sales sono state dotate di un servizio online specifico. Quest’anno le aste online hanno raggiunto i 36 milioni di dollari, raddoppiando rispetto al 2019. Solo le 14 aste online del mese di marzo hanno totalizzato quasi 26 milioni di dollari.

Sotheby’s Gallery Network poi è una vetrina  online sul sito della casa madre, che riunisce le opere d’arte di una rete di gallerie partner. Questo spazio virtuale di e-commerce include alcune delle più importanti gallerie d’arte: Petzel Gallery, Kasmin Gallery, Lehmann Maupin, Jack Shainman Gallery, Gavin Brown’s Enterprise e altre ancora. Uno degli obbiettivi è quello di coinvolgere altre gallerie. La piattaforma consente un tour virtuale nelle collezioni delle varie gallerie di questa inedita rete sociale. Gli aderenti versano alla casa d’aste una commissione fissa legata alle vendite e tutte le opere presenti online possono essere acquistate solo da Sotheby’s. Più precisamente, le opere fino a 150mila dollari vengono vendute attraverso la piattaforma, mentre le gallerie sono invitate a segnalare quali opere superano questo prezzo, in modo da consentire ai compratori di rivolgersi direttamente al personale di Sotheby’s per completare l’acquisto. Pare che quest’esperienza stia funzionando molto bene, proprio grazie all’ottima reputazione della casa d’aste nel settore delle vendite online.

La nuova piattaforma per la vendita online della storica casa d’aste Il Ponte è stata inaugurata lo scorso gennaio, giusto in tempo per il lockdown, e si chiama IL PONTE LIVE. Ma le novità non finiscono qui: è nata anche la campagna di comunicazione #RESTIAMOCONNESSI, ideata per coinvolgere e trasmettere un senso di positività agli acquirenti. Il Ponte ha inoltre diversificato i contenuti della newsletter e potenziato le azioni sui canali social, seguendo la linea adottata dalle più importanti istituzioni culturali.

In sostanza le case d’aste si sono mostrate pronte e flessibili rispetto alla pandemia e, soprattutto, hanno anticipato l’attuale e necessaria presenza online dei protagonisti dell’ecosistema dell’arte. E all’orizzonte si intravede una nuova utenza: quarantenni professionisti, con poco tempo, elevata capacità di spesa e ottima conoscenza del web, pronti a indossare le vesti di new buyer online.

Fabrizio Broccoletti

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