Sarà vera arte?

Collins and Dreams

La crypto art – con il suo nuovo armamentario di NFT (Non Fungible Token), blockchain e  OG (gli Old Guy, gli artisti pionieri in questo campo) – è venuta per restare. Qualunque sia la sua evoluzione, non se ne andrà tanto facilmente, come un fenomeno passeggero. Sta radicalmente cambiando il mondo dell’arte in ogni sua parte: artisti, gallerie, collezionisti, mercato, pubblico e così via.

Tanto per cominciare, il dizionario Collins ha fatto ufficialmente di “NFT” la parola del 2022.

“Dreams” by Jonathan Quintin

Per celebrare il Veri Peri, la nuova tinta di quest’anno, Pantone ha scelto un’opera di crypto arte.  Il titolo è Dreams ed è una creazione dell’artista britannico mbsjq, comprata dall’attuale proprietario per più di 13mila dollari. Con la sua serie d’esordio Astro and the Universe di cui anche Dreams fa parte, Jonathan Quintin è diventato un OG più di un anno fa. Nel suo account Twitter ha raccontato la sua storia: da grafico a uno degli artisti più influenti nel mondo crypto.

La prima collezione, creata a ottobre 2020, si intitola Astro & The Universe | Futuristic Art: protagonista è l’alter ego dell’artista, un astronauta posizionato in diverse ambientazioni. Astro & The Universe è diventata una serie in continua evoluzione tanto da coinvolgere in collaborazioni altri artisti, tra cui BakaArts e gli italiani Hackatao.

Gli esempi italiani: il MoCDA…

Ad aprire la strada della curatela in campo crypto è un esempio tutto italiano. Si tratta di MoCDA – Museum of Contemporary Digital Art, fondato da Serena Tabacchi e con un team per lo più italiano. Si appresta a mettere in mostra la sua collezione nel metaverso di The Sandbox e ha già presentato il programma di mostre ed eventi per quest’anno in una conferenza stampa su Twitter spaces alla fine del 2021. La ricca offerta rivolta agli addetti ai lavori così come ai neofiti vedrà dal prossimo febbraio anche un programma di residenze per artisti digitali e crypto che verrà comunicato presto assieme al server Discord del Museo.

… e ArtSquare.io

E sono sempre due italiani, Fabrizio d’Aiola e Francesco Boni Guinicelli che hanno fondato la startup ArtSquare.io che consente, grazie alla tokenizzazione, di diventare comproprietari di un’opera d’arte a partire da 1 Euro. Il nome inglese si richiama alle anticheagorai greche dove si svolgeva la vita pubblica, con mercati, scambi e commerci accessibili a tutti i cittadini. Insomma: ArtSquare.io, attraverso la tecnologia Blockchain, propone un nuovo modello di fruizione del mercato dell’arte basato sulla democratizzazione.

Grazie alla tokenizzazione, ArtSquare.io, con cui tutti possono diventare comproprietari di un’opera, si propone di rendere gli investimenti nell’arte più agevoli e accessibili e contemporaneamente di dare fiducia agli investimenti nel settore, secondo tre parole d’ordine: trasparenza, condivisione e accessibilità. Tra le opere tokenizzate, quelle di Andrea Bonaceto e Damien Hirst.

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Pace Gallery, un vero e proprio colosso dell’arte contemporanea internazionale, che vanta nove sedi in tutto il mondo, tra cui quelle di Londra, Ginevra, New York, Hong Kong e Seoul, ha fatto il suo ingresso trionfante alla fine dello scorso anno nella crypto art con Pace Verso: la sua nuova piattaforma dedicata appunto al mercato dell’arte NFT.

E Lucas Samaras, classe 1936, pioniere dell’arte digitale che ha spinto sempre “oltre” i confini della creazione di immagini per oltre mezzo secolo, è il primo artista – di epoca analogica! – a collaborare con Pace Verso. Samaras infatti è noto per i suoi lavori con la Polaroid, e in particolare per la sua serie Photo-Transformations, realizzata dal 1973 al 1976, che consiste in manipolazioni della superficie dell’emulsione, che anticipano tecniche di manipolazione digitale. Alla 53ma Biennale d’Arte Contemporanea presentò PARAXENA, progetto multimediale, tra fotografie, sculture e video, realizzati a partire dalla metà degli anni ’60 e fino al 2009, metaforiche raffigurazioni di una identità frammentata, tema che trova la sua naturale prosecuzione proprio nella realtà del web.

Insomma la scelta di Samaras non è casuale e, in occasione del lancio ufficiale di Pace Verso, l’artista ha presentato la serie di opere d’arte digitali XYZ, che comprende lavori realizzati tra il 2010 e il 2021. Le opere presentano astrazioni psichedeliche rese in colori elettrici che suggeriscono forme antropomorfe. Il passato ritorna, la tecnologia pure.

Fabrizio Broccoletti
Diana Tartaglia, Fabrizio Broccoletti
Fabrizio Broccoletti
Fabrizio Broccoletti
Fabrizio Broccoletti
Fabrizio Broccoletti