“There is no health, without mental health”

Effetti della pandemia sulla salute mentale: pregiudizi sulla psicoterapia e necessità di prendersi cura dei propri pensieri.

La sveglia suona sempre al solito orario.

Colazione, si accende il computer e si comincia a lavorare/studiare.

Pausa pranzo, caffè, sguardo rapido alla vita che corre fuori la finestra. C’è gente, si, ma non si riesce a scorgere i loro volti, coperti per metà da mascherine. Siamo diventati tutti uguali, tutti potrebbero essere chiunque.

Si ricomincia a lavorare.

Cena.

Film.

Letto.

 La sveglia suona di nuovo…

Questo è il prototipo della vita ai tempi del Covid-19, che con fatica cerca di ritornare quella di un tempo, ma ad un passo in avanti ne seguono dieci indietro e si ritrova sempre al punto di partenza, o quasi.

Il lockdown ha costretto il mondo intero alla solitudine. Tanti artisti l’hanno descritta, elogiandola, disprezzandola, prendendola come fonti di ispirazione. Ma una persona “normale” come può superare mesi di distanziamento sociale?

I contatti umani sono di vitale importanza per il nostro cervello, che privato di socialità reagisce allo stesso modo di quando sente l’impulso di bisogni vitali quali la fame o la sete.

Lo hanno dimostrato i dati di recenti studi discussi al XXII congresso nazionale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia: l’assenza di socialità dovuta al distanziamento fisico e alla quarantena ha effetti diretti sul funzionamento del cervello e sul benessere mentale. La solitudine è causa di un caso di depressione su cinque.

Abbiamo bisogno del contatto umano esattamente come abbiamo la necessità di mangiare o di bere. Secondo uno studio pubblicato sul Nature Neuroscience, nel cervello di chi è costretto all’isolamento si accendono le stesse aree che vengono attivate dai bisogni primari. [i]

Una pandemia può provocare un forte disagio emozionale. È un evento traumatico che genera stress disfunzionale e anche se non vissuta direttamente provoca cambiamenti di abitudini che si riversano nelle emozioni.

Le misure di sicurezza di massa hanno determinato impatti emotivi che hanno portato a stress, depressione, irritabilità, insonnia, paura, confusione, frustrazione e molti studi si sono concentrati sul rischio di aggravamento di alcuni disturbi psichiatrici come quello ossessivo- compulsivo (OCD) il disturbo post traumatico da stress (PTSD) e il disturbo d’ansia generalizzato (GAD). [ii]

Le persone, private della propria vita, stanno soffrendo e questo è un dato di fatto che non può più essere nascosto.

La società moderna così come la conosciamo, veloce, dinamica e improntata verso una perfezione molto spesso irraggiungibile, è pronta ad accettare la debolezza dell’animo umano?

La terapia psicologica è stata spesso demonizzata da credenze sociali che collegano, indistintamente, tale strumento a malattie psicologiche come la pazzia.

È un tabù presente e intrinseco in molti. È frutto di un delirio di onnipotenza dell’uomo moderno che crede di poter “risolvere tutto da solo” sempre e comunque.

Per anni la figura dello psicologo o dello psicoterapeuta è stata attorniata da un alone di mistero.

Lo strizzacervelli.

Qualcuno che ti apre la testa, prende il tuo cervello e te lo strizza fino all’ultima goccia di materia grigia.

Non è forse un po’ esagerato?

I pregiudizi che contornano questa figura professionale sono molteplici: dal non identificare la psicologia come una branca medica al credere che lo psicologo sia una persona capace di leggere i tuoi pensieri e quindi renderti vulnerabile.

Ma negli ultimi mesi, dopo l’ennesimo lockdown, si è registrato un aumento delle richieste di supporto psicologico. Secondo un’indagine svizzera, a cui hanno partecipato 1700 psicologi, circa il 60% degli intervistati ha riportato un ulteriore aumento del carico di lavoro da settembre 2020. [iii]

Che qualcosa stia cambiando?

Sicuramente le modalità di terapia devono seguire le misure di sicurezza, da qui l’entrata in campo della psicoterapia online.

La psicoterapia online è una forma di terapia che avviene attraverso l’uso di dispositivi connessi a internet e può assumere diverse forme. Può avvenire attraverso una comunicazione scritta, quindi con strumenti di messagistica, o un confronto in diretta quale ad esempio una videochiamata. [iv]

L’abbattimento del pregiudizio verso la psicoterapia è forse uno dei benefici principali delle sedute online.

Il restare nel proprio ambiente, quindi in un luogo sicuro e conosciuto, e il poter allo stesso tempo mostrare le proprie debolezze o paure, ha reso possibile l’avvicinamento alla terapia psicologica anche dei più restii.

Naturalmente ha il suo risvolto negativo: in una società iperconnessa e che presenta molto spesso disturbi da dipendenza da internet, la seduta consigliata resta pur sempre quella vis-à- vis. [v]

La salute mentale è parte integrante della salute stessa, infatti senza la prima non può esistere la seconda.

Un individuo che sta bene con sé stesso è una persona più abile, produttiva e rappresenta un contributo per la società. [vi]

Per questo è necessario abbattere ogni pregiudizio, gli schemi di un mondo che ci vuole invincibili a tutti i costi.

Alla fine “la pazzia è una forma di normalità” (Pirandello)

Note: 

[i]  “Covid-19, la solitudine veleno per la mente umana “( https://www.panoramasanita.it/2021/01/28/covid-19-la-solitudine-veleno-per-la-mente-umana/)

[ii] “ Covid-19, attenzione anche alla dimensione psicologica” ( https://www.humanitas-care.it/news/covid-19-attenzione-anche-alla-dimensione-psicologica/)

[iii] “Richiesta di sostegno psicologico in ulteriore aumento durante la seconda ondata della pandemia” ( https://www.psychologie.ch/it/richiesta-di-sostegno-psicologico-ulteriore-aumento-durante-la-seconda-ondata-della-pandemia

[iv] “Innanzitutto cos’è la terapia online?”  ( https://www.guidapsicologi.it/articoli/la-terapia-online-potenzialita-limiti-efficacia-e-implicazioni-etiche )

[v] “Come cambia la figura dello psicologo: la psicoterapia online” ( https://www.jessicazecchini.it/articoli/nuova-figura-psicologo-consulenza-online/ )

[vi] “Mental health: strengthening our response” ( https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/mental-health-strengthening-our-response )

Joséphine Trasi
Joséphine Trasi
Joséphine Trasi
Joséphine Trasi