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Un garage tutto per sé
Un garage tutto per sé

Non solo digitale: al Drive-In Generali di Brescia l’arte contemporanea esce dalla quarantena per condurci in un multisala underground completamente trasformato dalle opere di diciotto artisti e da visitare rigorosamente in auto.

Ci eravamo convinti che i cambiamenti indotti dalla pandemia nel linguaggio dell’arte avessero a che fare solo con forme di intermediazione digitale. Un intelligente progetto dell’Associazione BELLEARTI allestito nel Garage dell’Agenzia Generali Brescia Castello ci dimostra il contrario.

Dallo scorso 21 giugno, infatti, nel grande spazio di Via Pusterla 45 a Brescia è stato allestito Art Drive-In Generali: percorso sotterraneo d’arte contemporanea: un singolare itinerario d’arte tra progetti artistici, installazioni, murales e disegni di grandi dimensioni visitabile soltanto in auto.

Le opere sono installate sui muri e sulle colonne del garage, in un nuovo paesaggio dell’arte da afferrare con uno sguardo in transito. La mostra, se così la si può chiamare, coglie i limiti imposti dall’emergenza sanitaria per stravolgerli e renderli un’occasione per dare vita a un’esposizione dinamica e innovativa. «In un certo senso questa non è una mostra, che ha normalmente un inizio e una fine – dicono dall’Associazione BELLEARTI, fondata a fine 2019 a Brescia e che riunisce una ventina di operatori e appassionati d’arte con lo scopo di ideare progetti, eventi e mostre negli spazi cittadini – Diciotto artisti di tre generazioni a confronto, con una prevalenza di giovani.

Dipinti sul muro, grandi fotografie, installazioni: le tecniche più varie che oggi gli artisti usano per dimostrare una possibile via di continuità con un passato che è sempre e ancora presente». A popolare questo vero e proprio multisala underground sono, infatti, le opere di artisti come Stefano Arienti, Antonio Marras, Olivo Barbieri, Giovanni Gastel, Mimmo Paladino, Antonio Riello, Leonardo Anker Valdal, Ludovica Anversa, Thomas Braida, Linda Carrara, Ambra Castagnetti, Muna Mussie, Ozmo e Gabriele Picco. Non hanno interpretato un tema specifico, ma ognuno di loro ha costruito un racconto immaginifico a partire dalle suggestioni di uno spazio di per sé estraneo alle normali esposizioni d’arte.

Da BELLEARTI sottolineano che il progetto è «un’occasione di passaggio tra un mondo dell’arte che era e uno che verrà. L’arte ha in sé gli anticorpi e la creatività è la più grande forma di libertà: ancora una volta l’arte sa (di)mostrare come i limiti imposti da una crisi possono essere uno stimolo se si è dotati di visione». Paradossalmente, col coronavirus l’arte ha colonizzato un nuovo spazio, adattandosi certamente ad esso, ma anche piegandolo alle sue esigenze espressive. L’arte durante la quarantena ci aveva abituati a musei e mostre virtuali, video su youtube, podcast da fruire chiusi in casa; con Art Drive-In Generali, invece, esce dai luoghi tradizionalmente consacrati all’esposizione e diventa esperienza in movimento di uno spazio conquistato dalla visione degli artisti.

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