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Quattro scenari visionari del futuro prossimo. Forse senza più Covid-19. O forse sì. – Scenario 4. Pace
Quattro scenari visionari del futuro prossimo. Forse senza più Covid-19. O forse sì. – Scenario 4. Pace

4. PACE

Musica di sottofondo: Dreams11 di Max Richter

C’è un buon odore.

Sotto un pugno di terra abbiamo seppellito il dolore. Sopra vi abbiamo eretto un mausoleo.
Non l’ha progettato un archistar, ma una bellissima bambina con gli occhi a mandorla e l’accento bresciano.

***

Si parla piano, sottovoce, per non disturbare.
Si è imparato a stare più vicini, tenuti insieme dalla misericordia di un virus che non ha fatto distinzioni.

Ci si diverte, di nuovo, ma senza urlare.
È un mondo calmo. E caldo.

Il verde che si è impossessato di piazze, strade e palazzi è ancora li. Nessuno ha avuto il coraggio di sfiorarlo. Se non con lo sguardo.

Il mare è più azzurro che mai. Le nuvole sono bianche. E quando piove si danza con i vicini.
Quel mondo di cui tutti parlavano è qui, adesso ed ora.
Non c’è più chi ha troppo e chi troppo poco. Abbiamo imparato a condividere.
Gli eroi sono rimasti eroi. E dopo l’emergenza nessuna inchiesta da parte della magistratura.
“Abbiamo abolito la povertà” ha urlato il Presidente. E nessuno gli ha riso dietro.

La Bauli non pubblicizza più panettoni ma biglietti di auguri.
Le auto si assicurano gratis.
Le banche non fanno più beneficienza chiedendo soldi ai correntisti, ma utilizzando quelli dei loro utili.

Camminiamo di più a piedi, le compagnie petrolifere organizzano visite guidate e corsi di snorkeling. È stato abolito lo scatto alla risposta e i call center chiamano una volta sola.
E adesso il verde dei semafori significa che puoi andare, non che puoi suonare a chi è in prima fila. I venditori di rose ci sono ancora però, ma sono stati regolarizzati dal comune di San Remo.

Abbiamo sognato il mondo ideale per secoli. E finalmente eccolo qui.
Non l’abbiamo voluto, l’abbiamo subìto. Ma ormai che differenza fa.
Il sud è diventato il nuovo nord e non si è offeso nessuno.
Nessuno salta la fila, sui pacchetti di sigarette solo immagini gioiose. E con le cicche si fabbricano polmoni in 3D.
Tutti hanno diritto alle stesse cure, alle stesse scuole, alle stesse opportunità.
I passaporti li rilascia l’ONU e si vota con una stretta di mano.

Giallo, bianco, nero, non importa più a nessuno. Però i pipistrelli non si possono più mangiare.

Stupore.
Perché forse abbiamo davvero imparato.
Perché forse “andrà tutto bene” non era uno slogan per non deprezzare brand e prodotti.
Perché forse per la prima volta da quando quel minuscolo mammifero diede inizio alla specie, abbiamo capito.

Intanto i panda sono tornati a fare l’amore. Volevano solo un po’ di privacy.

Gaetano  Grasso

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