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Sesso e coronavirus: si può fare?
Sesso e coronavirus: si può fare?

Il New York City Health Department ha pubblicato delle raccomandazioni per vivere in serenità il sesso contagion-free ai tempi del Covid-19. Regole che sterilizzano non solo il corpo, ma anche un po’ l’animo. E forse nel dubbio è meglio far da soli.

«Il tuo partner sessuale più sicuro sei tu». Sembra una battuta, uno strano invito alla masturbazione, una ovvietà. Ma in tempi di pandemia globale, di contagi, di virus semi sconosciuti e isolamenti forzati, anche una frase così scontata deve essere messa nera su bianco. E così ha fatto il New York City Health Department, che ha diffuso un documento con una serie di raccomandazioni per chi – ormai al pari di divinità olimpiche- riesce a fare del sesso in questa fase storica.  Chiaramente, ad avere la strada spianata sono coloro che stanno vivendo l’era del Covid con il proprio partner/convivente. Anzi, congiunto come andrà di moda dire da qui in avanti.  

Sono persone conosciute, con cui si è in contatto fin dall’inizio, quindi diciamocelo: se aveste dovuto contagiarvi, sarebbe già successo. E se molte coppie si stanno sfaldando per via della co-esistenza 24 ore su 24 (perché sì, passare così tanto tempo insieme esce dai confini della con-vivenza), molte altre potrebbero aver ritrovato quella passione e quella lussuria che spesso l’abitudine a la routine uccidono. O almeno, da single innamorata dell’amore, mi piace pensare così.

Coppie conviventi possono stare tranquille allora: il massimo che incontreranno è la noia di avere a che fare sempre con lo stesso corpo ma ehi, quello è l’amore no?

Il problema vero e proprio lo vivono i single o chi non ha “affetti stabili”. Essere più inclini ad una “emotività instabile” sembrava divertente prima, ma ora? Salvo chi è fuggito a casa appena si è sentito odore di lockdown (ammettiamolo, forse non è stata una grade idea: se non abitate più con i vostri genitori da anni, un motivo c’è e va rispettato religiosamente), ci si ritrova a passare le proprie giornate o da soli se si ha avuto la fortuna di poterselo permettere, o in compagnia di coinquilini/e. Consiglio: resistete al fascino di cedere ad un po’ di sesso sportivo e sicuro con chi abitate. Adesso, in piena astinenza, sembra una grande idea, ma con questa persona dovrete continuare a vivere anche nella normalità. Magari scoppierà un amore travolgente, magari una amicizia profonda, ma nel dubbio, meglio attenersi a decisioni più responsabili.

Sì, ma quali decisioni responsabili? Non si può certo uscire per conoscere qualcuno e se anche succedesse, come gestirla da lì in poi? La persona con cui si è scambiati sguardi languidi di fronte al reparto pasta del supermercato, o occhiate ammiccanti davanti al bancone verdura, vale il rischio di una multa? E soprattutto, vale il rischio di un contagio? Del resto ormai vediamo solo metà faccia. Ed ecco perché, ai più paranoici anche se sessualmente frustrati, la fase 2 e 3 mettono un po’ paura. In un mondo in cui di colpo verranno riaperti i cancelli, è facile perdere i freni inibitori. E di colpo la paura di ammalarsi potrebbe farvi svegliare di colpo dopo esservi addormentati nel letto di una persona conosciuta a un “post Covid party” – ve lo diciamo già, preparatevi a tante feste tutte uguali.

Ecco perché delle linee guida sono necessarie. Ma in Italia, dove la parola preservativo e sesso sembrano invocazioni di Voldemort, dove persino parlare di mestruazioni sembra sconcio e inappropriato, di certo non avremo mai delle linee guida. Basta guardare alle ultime disposizioni, dove Giuseppe Conte, compiendo un triplo salto mortale che neanche Platone, ha cercato di parafrasare parlando di congiunti e affetti stabili. A New York, si è parlato nero su bianco di rimming. E questo è decisamente self-explanatoryL’unica guida per gli italiani in questo mare di desiderio allora restano il buon senso e l’esperienza. Ma ricordate, esiste anche il lato oscuro della forza. E se gioite vedendo come Tinder sia ora più affollato che mai, preparatevi all’insorgere di qualche resistenza in più del solito.

Anche perché, a giudicare dalle linee guida della Grande Mela, il sesso in pandemia somiglia più ad una operazione. Lavarsi le mani prima e dopo il sesso per almeno 20 secondi, e vale anche per i sex toys. Evitare di far incontrare parti del corpo non propriamente preposte ad essere così intime, usare sempre le protezioni: e non si parla solo del preservativo per ogni tipologia di penetrazione, ma anche della mascherina. Perché sullo scambio di “liquidi” incombe questo grande mistero. Il virus del covid-19 infatti è stato riscontrato nelle feci, è quasi sicuro si trasmetta con la saliva ma sul liquido genitale non si sa nulla.

Ecco, ora provate a dire che tutto questo non toglie la magia. Certo, sono regole igieniche di base che si sperava venissero rispettate anche prima, ma era una sorta di tacito accordo, di affidamento al buonsenso di chi si ha di fronte, anche se sconosciuto. Ma ora siamo tutti più germofobici e inevitabilmente, più monogami. Anche quando l’unico partner che hai è te stesso: almeno sei sicuro di non essere stato con nessun altro, la fedeltà è assicurata.

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