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Il divertimento dopo il Covid-19, parte 3: le vacanze
Il divertimento dopo il Covid-19, parte 3: le vacanze

Secondo un’indagine condotta da mUp Research e Norstat, la maggioranza degli italiani quest’anno rinuncerà alle vacanze. E chi partirà, passera una estate all’insegna della convivenza con il virus

 

Una cosa è sicura: le vacanze dell’estate 2020 non saranno come le altre. E non solo perché questo giugno si sta rivelando estremamente piovoso e ventoso, dopo i mesi del lockdown passati a guardare il sole splendere al di là del vetro, ma perché sarà la prima, e probabilmente non l’ultima, estate in compagnia del coronavirus.

In molti hanno visto sfumare davanti ai loro occhi viaggi all’estero, appuntamenti con amici sparsi per il mondo, concerti altrove, magari proprio il viaggio “della vita” per cui si era a lungo risparmiato. Certo, molti stati stanno pian piano riaprendo le frontiere, Italia inclusa, e la paura verso il turismo sembra scendere: la Grecia infatti ha ritirato il suo “divieto d’accesso” agli italiani, e forse i maturandi potranno fare il classico viaggio a Mykonos per la fine del liceo (unica cosa normale della loro esperienza del passaggio da studenti delle superiori a giovani adulti).

Il vero dubbio per l’estate 2020 non è “dove andare” ma “me la sento di andare via?”. Ed è infatti la domanda che una indagine condotta da mUp Research e Norstat ha posto ad un campione rappresentativo degli adulti italiani, per Facile.it. Se nel 2018 i dati parlavano di circa 8 milioni di italiani che sarebbero rimasti a casa per l’estate, le previsioni per questa estate vedono il numero triplicato.

Di questi, il 28,7% del campione, corrispondente a circa 6,9 milioni di individui, ha dichiarato esplicitamente che rinuncerà alle vacanze per paura di essere contagiato: ad avere più paura sono soprattutto i residenti al Sud e nelle Isole (37,6%).

Ma l’effetto Covid-19 sull’estate italiana non si ferma solo alla paura. Nel 43,7% dei casi interpellati (circa 10,6 milioni di italiani) la non partenza è dovuta ad una impossibilitò economica; percentuale che sale al 51,3% nelle famiglie composte da tre persone. Nel 42,3% dei casi (10,2 milioni di italiani) invece la decisione di non fare le vacanze è dovuta ad un sentimento di scoraggiamento dovuto alle nuove regole imposte con i DPCM; il valore cresce al 46,5% tra i rispondenti che abitano al Sud e nelle Isole.

Perché in effetti le regole quest’anno saranno diverse. Se i brand di costumi e beachwear stanno già investendo su mascherine abbinate all’abbigliamento, per proteggersi con stile (e noi vi avevamo già parlato del fenomeno qui), gli stabilimenti balneari e le località turistiche stanno cercando di fare del proprio meglio. Dopo una apertura della stagione ritardata, i gestori di stabilimenti balneari dovranno avere mille occhi e precauzioni. Le postazioni dovranno infatti essere di dieci metri quadri, opzione che inevitabilmente riduce il numero di ombrelloni che devono essere a distanza minima intorno ai 2,5 e i 3 metri. Le zone comuni come bar, ingressi e docce dovranno essere sanificate in continuazione, e dovranno essere messi a disposizione dei clienti dispenser di gel sanificanti. Inutile dirlo, l’accesso sarà regolato da prenotazione per evitare assembramenti. E per evitare i raduni sulle spiagge libere, si lascia spazio al monitoraggio da parte dei singoli Comuni.

Contingenze anche per alberghi, villaggi e rifugi che dovranno adoperarsi per sanificare le stanze e gli spazi comuni con più frequenza, e tenere sotto controllo il numero dei clienti che scelgono di alloggiare presso le loro strutture.

Di aspetti poco chiari e di dubbi che verranno inevitabilmente fugati dall’esperienza ce ne sono parecchi, così come la previsione del turismo proveniente dall’estero velocemente sfuma. Vuoi per senso patriottico, vuoi per comodità, sembra però che a salvare la situazione potrebbero essere proprio gli italiani. Perché se è vero che una grande percentuale ha deciso di non partire, è anche vero che chi lo farà prediligerà un turismo “di prossimità” e nazionale. A rimanere entro i confini nazionali sarà il 90,2% di chi viaggerà, di cui il 51,3% farà le vacanze in una regione diversa rispetto a quella in cui risiede, mentre il 38,9% non cambierà nemmeno regione.

Tra una mascherina, gel igienizzanti, distanze di sicurezza che metteranno alla prova i tipici flirt estivi, non si può che canticchiare quel famoso ritornello “e la chiamano estate….”

 

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